Arriva una stretta decisiva per fermare in modo definitivo il fenomeno dell’esterovestizione dei veicoli e l’uso delle cosiddette “targhe polacche”, una pratica diffusa soprattutto nelle aree dove i premi assicurativi raggiungono cifre particolarmente elevate – come in Campania – per abbattere i costi della polizza ed eludere le sanzioni del Codice della Strada. Il testo-base della riforma, sul quale le associazioni di categoria avranno tempo fino al prossimo 13 settembre per esprimere le proprie valutazioni, introduce un vincolo stringente per chi circola in territorio nazionale: una volta effettuata l’iscrizione del veicolo straniero nel registro previsto dalla normativa, scatta automaticamente l’obbligo di sottoscrivere la copertura Rc Auto esclusivamente con una compagnia assicurativa italiana oppure autorizzata a operare in Italia.
Il quadro normativo e la svolta nei controlli in tempo reale con le banche dati esteri
La misura va a integrare un percorso normativo avviato con il decreto Sicurezza del 2018 e successivamente affinato con l’introduzione dell’articolo 93-bis del Codice della Strada, che già dispone il divieto di circolazione per i mezzi con targa estera guidati da persone residenti nel nostro Paese da oltre tre mesi, imponendo l’obbligo di registrazione per i veicoli intestati a residenti all’estero che usufruiscono delle strade italiane per più di 30 giorni anche non consecutivi nell’arco dell’anno. A rafforzare in maniera determinante l’apparato sanzionatorio è arrivata inoltre la svolta operativa del 13 agosto, data a partire dalla quale il Ministero dell’Interno ha ottenuto l’accesso diretto ai portali governativi della Polonia: una connessione che permette alle forze dell’ordine italiane di consultare in tempo reale i registri d’oltreconfine per verificare la validità dei documenti di circolazione, la regolarità delle coperture assicurative e l’autenticità delle patenti di guida.
