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Giornata della legalità, Mattarella: «Eredità di Falcone e Borsellino è patrimonio della democrazia»

Giornata della legalità, Mattarella: «Eredità di Falcone e Borsellino è patrimonio della democrazia»

Il 23 maggio è una data che «ha segnato la storia della Repubblica» italiana. Lo afferma il presidente Sergio Mattarella in occasione della Giornata della legalità che ricorre oggi, 23 maggio appunto, data della strage di Capaci, «manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa», sottolinea il Capo dello Stato, che avvenne nel 1992 e «fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani».

Nell’anniversario, «il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno – sottolinea Mattarella -. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia».

Il 23 maggio, aggiunge il presidente della Repubblica, «rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani “la Giornata della legalità”».

La mafia «voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini. Un impegno che non ha mai sosta, per combattere le zone grigie, l’indifferenza, le metamorfosi della piovra criminale», dice ancora il Capo dello Stato.

«Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme. L’eredità di Falcone e Borsellino – sottolinea il capo dello Stato – costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani», conclude il presidente della Repubblica.