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Sanità in Puglia: tagliate 76mila liste d’attesa, ma buco da 369 milioni. Decaro: «Aumento Irpef, ma salveremo i redditi bassi»

Sanità in Puglia: tagliate 76mila liste d’attesa, ma buco da 369 milioni. Decaro: «Aumento Irpef, ma salveremo i redditi bassi»

La sanità pugliese si trova a un crocevia fondamentale, stretta tra la necessità di far quadrare i conti e l’urgenza di garantire il diritto alla cura. Da un lato c’è l’allarme rosso per un disavanzo monstre da 369 milioni di euro, dall’altro i risultati incoraggianti del piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa.

Il “buco” milionario e il piano di rientro

La questione finanziaria è la più spinosa. Il governatore Antonio Decaro ha incontrato oggi pomeriggio i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil per illustrare la manovra necessaria a coprire il buco di bilancio. Entro il 30 aprile, infatti, la Regione dovrà trasmettere a Roma (ai ministeri di Sanità e Finanze) la relazione sul piano di rientro.

«Il disequilibrio dei conti è legato a costi che valgono per tutto il Paese, per i quali c’è un ristoro da parte dello Stato che non copre completamente le nuove spese», ha spiegato Decaro. La soluzione passerà inevitabilmente per un aumento dell’Irpef, ma il presidente ha garantito che l’impatto sui cittadini sarà calmierato: «Per evitare di utilizzare al massimo la leva fiscale, stiamo cercando di fare dei tagli sulle spese di funzionamento della politica e utilizzeremo avanzi di amministrazione. I tagli non toccheranno i servizi e serviranno a tenere bassa la manovra, evitando di colpire lo scaglione di reddito più basso e tutelando le famiglie fragili».

Liste d’attesa: i numeri

Se i conti piangono, l’organizzazione ospedaliera e ambulatoriale inizia a sorridere. All’undicesima settimana di monitoraggio, il piano straordinario varato lo scorso 2 febbraio per ridurre i tempi delle liste d’attesa sta dando i suoi frutti. Le Asl pugliesi hanno contattato ben 147.007 pazienti (in gran parte per visite ed esami, il resto per ricoveri). Il risultato è notevole: complessivamente sono state anticipate 76.481 prestazioni sanitarie.

I dati sui tempi recuperati sono significativi:

  • Prestazioni Urgenti (U): anticipo medio di 138 giorni.
  • Prestazioni Brevi (B): anticipo medio di 127 giorni.
  • Prestazioni Programmabili (P) e Differibili (D): anticipo medio tra i 74 e gli 82 giorni.

Un dato curioso riguarda i rifiuti: oltre 40mila cittadini contattati hanno declinato l’anticipo. La Regione sottolinea inoltre che si sta già lavorando sul futuro: circa il 42% delle prestazioni anticipate (oltre 26mila) riguarda prescrizioni fissate per il 2026, concentrandosi soprattutto su diagnostica per immagini (radiografie, Tac, Risonanze) e prime visite specialistiche.