È necessario «adeguare» la politica di coesione «alle nuove necessità». Così il vice presidente esecutivo della Commissione europeo, Raffaele Fitto, nel suo intervento al 32esimo congresso nazionale del Movimento federalista europeo (Mfe) in corso a Lecce.
«Mi auguro – ha aggiunto Fitto – che nei prossimi giorni ci possa essere l’approvazione definitiva di un lavoro di revisione degli attuali programmi dei fondi di coesione» che, ha evidenziato il vice commissario europeo, «sono stati definiti tra il 2019 e il 2022» e «per una serie di ragioni stanno partendo adesso».
Intanto, però, «il mondo è cambiato e, quindi, l’obiettivo è adeguare l’attuale programmazione alle nuove priorità a livello europeo».
Fitto ha spiegato di aver «incontrato tutti i rappresentanti dei 27 Stati membri, tutti i ministri di ogni singolo Stato membro singolarmente in queste settimane, e ieri al Consiglio europeo abbiamo avuto una discussione importante e positiva, anche con l’approvazione delle conclusioni sul futuro della politica di coesione. Sono certo – ha aggiunto – che a partire dalla settimana prossima inizierà un percorso che ha un obiettivo, che non è quello di difendere la politica di coesione ma di avere la capacità di creare condizioni per poterla modernizzare. La sfida è questa. Non si può pensare di difendere un modello precedente ma bisogna adeguarlo allo scenario nuovo», ha proseguito.
La scelta di utilizzare i fondi di coesione per la difesa, però, «è volontaria», ha chiarito Fitto, ricordando che «ogni Stato membro può utilizzare queste risorse anche per la difesa. Che ci siano delle esigenze diverse tra la Finlandia e la Polonia, Malta, la Spagna o l’Italia mi sembra un fatto oggettivo. Ci sono realtà diverse, ci sono sensibilità diverse dal punto della difesa, c’e bisogno di articolare una politica adeguata perché le regioni di frontiera si trovano davanti uno scenario diverso».
Quindi, ha concluso Fitto, «se alcuni Stati membri ritengono di poter utilizzare le risorse anche della coesione per interventi anche collegati alla difesa penso che sia legittimo farlo. Ecco perché la proposta che la Commissione ha fatto e anche il lavoro che faremo sulla revisione a medio termine è collegato esclusivamente alla volontarietà dello Stato membro».