Il 7 gennaio 2024, durante la commemorazione della strage di Acca Larentia a Roma, 29 persone – quasi tutte appartenenti a CasaPound – erano finite sotto indagine per il saluto romano e il grido “presente”. La Procura di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, contestava la violazione delle leggi Mancino e Scelba.
Il gup del Tribunale di Roma ha però disposto il non luogo a procedere, ritenendo che non vi fosse “nessuna ragionevole previsione di condanna” e quindi i presupposti per sostenere l’accusa in giudizio. La difesa, con l’avvocato Domenico Di Tullio, ha parlato di decisione in linea con la giurisprudenza della Cassazione, sottolineando l’assenza di un pericolo concreto.
La commemorazione ricorda l’attentato del 7 gennaio 1978 contro una sede del MSI, in cui morirono Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e, negli scontri successivi, Stefano Recchioni. L’episodio si colloca negli anni di piombo ed è ogni anno al centro di polemiche per la presenza di simboli e gesti legati all’estrema destra.